mercoledì 16 maggio 2018

L'altra campana

Ci siamo cimentati nella lettura di un testo, diciamo critico, sulla questione obbligo vaccinale e più in generale sui vaccini. Il libro è "10 cose da sapere sui Vaccini" Sottotitolo piuttosto perentorio "Tutta la verità Un libro indispensabile per genitori consapevoli". Di Giulio Tarro. Medico, professore, curriculum di tutto rispetto, è stato candidato al Nobel e allievo di Sabin (sì quel Sabin). Orbene la lettura è stata un po' ostica. In primis perché abbiamo cercato di eliminare i nostri pregiudizi, in secundis perché il testo non è così immediato nella comprensione e, per noi, non sempre di lettura lineare. Ora, noi non siamo medici e il libro teoricamente è rivolto proprio a noi, che siamo genitori, ma non siamo medici. Abbiano una buona istruzione, a livello universitario, ma in tutt'altro settore. Siamo il caso tipico del genitore di buona istruzione che si cimenta con le paure per le vaccinazioni dei figli. Mentre i libri di LoPalco, Burioni, Di Grazia, sul tema ci consentivano di approcciare velocemente a tematiche di epidemiologia e virologia con un buon grado di perizia di termini, consentendoci di entrare nei temi, ma senza dover far ricorso a linguaggi e concetti da specialista, il professor Tarro ci costringe a uno sforzo in più, entrando in meccanismi complessi, di cui noi, obbiettivamente non abbiamo tutti gli strumenti necessari alla comprensione. Questo è, per noi, un primo elemento di riflessione, spesso i FREE, NO, ANTI etc VAX approcciano a documentazione specialistica, ritenendo di diventare di fatto esperti, senza, però, avere strumenti effettivi per valutare ciò che leggono, questo, però, li porta a ritenersi più edotti, oltre al fatto che leggendo con preconcetto, comprendono quanto vogliono comprendere. Il testo seppure in modo non palese sembra dare adito a questa interpretazione.
Nella disamina sul tema vaccini dopo una prima fase chiaramente affine a movimenti fortemente dubbiosi sui vaccini, in cui si ricordano gli interessi di Big Pharma, l'importanza dell'igiene personale, la questione dello "squilibrio immunitario", la questione dell'Alluminio - che farebbe più male quando ce n'è poco, rispetto a quando ce n'è tanto - avviene, tra una frecciata, velata più o meno, e l'altra a Burioni e ai Buriones una virata in senso opposto, riportando integralmente posizioni ufficiali sul tema dell'Ordine dei Medici di segno opposto. Vengono, poi, prese in esame le 10 vaccinazioni obbligatorie, e, a parte della Polio (guarda caso) ritenuta ancora ben necessaria, delle altre si contestano sia i rischi di epidemia, sia la pericolosità delle malattie, sia le complicanze ipotetiche da vaccinazioni... citando chi come fonte? l'ex medico GAVA (guarda caso non ci sono altri studi su certi temi).
Tarro è stato "difensore" di Gava nella discussione sulla sua radiazione dall'ordine dei medici e sostanzialmente Tarro supporta le tesi di Gava, anzi supporta le proprie tesi, con quelle di Gava, che supporta le proprie con quelle di Tarro.
Il testo non solo, di fatto, contesta l'obbligo vaccinale, ma in vari punti, pur in modo ambiguo con un linguaggio forbito e apparentemente autorevolmente documentato, la valenza stessa delle vaccinazioni, supportando sia la tesi del danno da vaccino, quanto quella dei non vaccinati più sani (quelli vivi almeno). Il tutto ponendo il carico del peso del curriculum dell'autore a favore.
Orbene testi così per noi sono molto problematici, poiché il profano rimane colpito dall'autorevolezza che traspare dalla biografia di chi scrive, in questo modo non si veicolano sani dubbi ragionati, ma informazioni ambigue che vanno ad alimentare paure emotive, più che razionali approfondimenti.
C'è da chiedersi se questo sia dovuto a smanie di protagonismo, voglia di diventare guru, autentica convinzione, o altro.
Questo pone con forza il tema che gli organi istituzionali debbano essere credibili, abbiano una comunicazione efficace e si crei un'etica nella comunità scientifica anche nell'espressione delle proprie posizioni, non che si educhi l'opinione pubblica alla lettura critica.

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